Persephone - Crescita Personale Body Wrapper

Chi sono

Se a qualcuno di voi è mai capitato di dover spiegare a qualcuno “chi è”, può magari capirmi qual è la difficoltà nel farlo.
Non si vorrebbe apparire banali, ma la prima cosa che viene in mente è di dire “Mi chiamo Monica, ho venti e qualcosa anni e sono Lombarda”. Tanto per glissare sull’età come da cliché.

Se vi state chiedendo chi è Persephone, non è altro che Persefone, la mia gatta. L’ho trovata alle 19 di un bel Venerdì 17 di Agosto ( il giorno prima del mio compleanno! ). Lo stesso giorno in cui dicevo al mio fidanzato, in auto “Se mai troverò una gattina la chiamerò Persefone”. Casualità, giusto?
Perché proprio questo nome? Adoro la mitologia in generale, la greca l’ho sfruttata per anni per storie di fantasia che hanno accompagnato la mia adolescenza.

La verità è che a parte il mio nome, età ed il mio lavoro, non so chi sono.
L’Italia è il paese della cultura. Per me questo lato sta arrancando sempre peggio, perché alla fine rimaniamo indietro su molti aspetti.

Ho scoperto recentemente di avere l’ADHD. (Cos’è?)

Molti dei miei modi di fare che pensavo fossero dei bruttissimi difetti, sono sempre stati influenzati da questo Disturbo. Ho sempre saputo, fin dalle medie, che in me c’era qualcosa che non andava od – almeno – qualcosa di diverso. Andavo dalla dottoressa di famiglia e le chiedevo di prescrivermi le analisi del sangue che, puntualmente, erano a norma. Ero sempre stanca, distratta, con l’umore altalenante. Non importava quanto mi impegnassi a scuola, non avevo di certo un buon metodo di studio ma mi distraevo anche alla velocità della luce. Spesso la frustrazione cresceva a tal punto che cominciavo a piangere senza motivo apparente. Facevo, insomma, la figura della ragazzina viziata. Per non contare che non era affatto facile farsi amicizie, specialmente perché – causa bullismo alle elementari – non ero molto incline a ricevere sfottò gratuiti. Ero introversa, per cui sono sempre stata la figura ideale da accusare di parlare alle spalle di qualcuno quando il vero colpevole voleva salvarsi la faccia. E’ ovvio che avessi pure io qualcuno in antipatia, ciò non mi ha mai messo nei guai come le accuse false che ricevevo e che – ovviamente – credevano tutti volentieri.

In ogni caso, gioventù a parte, sei anni fa pensavo di aver compreso il mio problema. “Ho una carenza da Vitamina D!”. Scoperta per caso, perché quando cambi modo di alimentarti, tutti iniziano a farti terrorismo psicologico, quindi ti analizzano persino i timpani. Effettivamente non sono mai stata una persona da esposizione solare – sfoggio un pallore vampirico da sempre, quindi poteva pure essere prevedibile. Pensavo che integrare mi avrebbe finalmente portata ad avere una vita accademica soddisfacente, per cui ho azzardato ad iscrivermi nuovamente all’Università. Mai cosa fu più sbagliata. Malgrado l’integrazione, la mia attenzione non migliorò per nulla. Mi scoprivo involontariamente a fare altro, perdendo spiegazioni clou da parte del professore.

 

E’ brutto passare gran parte della propria vita a sentirsi inadeguate perché non si capisce proprio cosa ci sia di sbagliato in noi. Sappiamo di non essere stupide, eppure non riusciamo a raggiungere un obiettivo o facciamo molta fatica nel farlo.

Se pure tu provi le mie stesse emozioni e senti di avere qualcosa in comune con me, ma anche nulla di tutto questo, benvenut* nel mio blog. O, come direbbe Jessica McCabe, “Welcome to the Tribe”.